L’Unione Europa come “mamma” e non come “matrigna”. Ecco i suoi pareri.

Alcuni punti salienti del rapporto che riguardano l’Italia.

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Londra – Nei giorni scorsi e’ stato pubblicato il “pacchetto d’inverno” per il semestre europeo 2018.

Pacchetto pubblicato dalla Commissione Europea a Bruxelles, che passa in rassegna tutti i mali delle relative economie nazionali, e gli eventuali miglioramenti registrati rispetto alla precedente edizione.

Diamo di seguito una sintesi di alcuni punti salienti del rapporto che riguardano l’Italia.

Immigrazione
Gli immigrati non bastano più a compensare il calo naturale delle nascite in Italia e il numero sempre più alto di italiani che emigrano in altri paesi europei per cercare lavoro, e questo è uno dei fattori, con l’aggiunta della probabile modifica o cancellazione della riforma Fornero, che mettono a rischio la sostenibilità di lungo termine del sistema pensionistico e del debito pubblico italiano.

L’immigrazione – rileva la Commissione nel rapporto (pag. 41) – non riuscirà più a compensare il deficit naturale di nascite. Fino al 2014, l’alto livello di immigrazione ha mantenuto il bilancio migratorio positivo e questo ha largamente compensato il bilancio delle nascite negativo. Tuttavia, dal 2015, la popolazione è diminuita per la prima volta“, dopo che il bilancio migratorio era diminuito costantemente fin dal 2010.

Nel 2015, inoltre, c’è stato il più alto numero di emigranti dall’Italia in altri paesi fin dal 1990.”Poi nel 2016, l’immigrazione netta ha ricominciato ad aumentare ed è previsto ora che si stabilizzi attorno alle 200.000 persone all’anno“, conclude la Commissione.

Concorrenza e liberalizzazioni

La Commissione nota positivamente che nel 2017 è stata finalmente varata la legge del 2015 sulla concorrenza “annuale”, che obbliga il governo a proporre ogni anno una legge di liberalizzazione di almeno un settore economico.

Nel 2017, comunque, non è stato liberalizzato praticamente niente, dopo che nel 2016 erano state previste liberalizzazioni pari allo 0,5% del Pil, e quelle attuate sono arrivate invece solo allo 0,05%.

Sistema bancario

Il rapporto constata un forte miglioramento nel sistema bancario italiani, riconoscendo lo sforzo fatto, e che deve continuare, per una riduzione significativa dello stock di crediti deteriorati (Non performing loans – Npl).

Un grande passo positivo è considerato anche la riforma delle casse di credito cooperative, che porterà le due più grosse banche del settore, ICCREA e CCB, a essere sottoposte sotto la vigilanza diretta della Bce e ai suoi stress test a partire dalla seconda metà dell)anno.

Resta tuttavia, ancora vulnerabile il settore delle banche di dimensioni medie, come la Carige e il Credito Valtellinese.

In questo settore la Commissione si attende nuove azioni di consolidamento, ristrutturazioni e fusioni.

Ci sono buoni progressi nel campo della lotta alla corruzione, in particolare con la creazione dell’Anac (l’Autorità nazionale antri corruzione) e l’allungamento dei termini di prescrizione.

Il decorso dei termini può essere ora sospeso per un anno e mezzo dopo la condanna in prima e seconda istanza, e aumentato del 50% per i reati di corruzione.

La Commissione aveva raccomandato di cancellare del tutto la prescrizione dopo una condanna in prima istanza, ma la riforma dei termini potrà comunque ridurre il ricorso abusivo alle istanze successive come tattica dilatoria, osserva la Commissione.

L’Italia, comunque, resta uno dei paesi con il più alto tasso di appelli in Cassazione (52%).

Giustizia civile

L’Italia ha, com’è noto, il record non invidiabile nell’Ue dei tempi più lunghi dei processi della giustizia civile, con una media, fra i vari gradi di giudizio, di otto anni per venire a capo delle le cause litigiose, rispetto a una media approssimativa di massimo tre anni negli altri paesi per cui sono disponibili i dati.

La Commissione spera che un miglioramento possa venire dall’assunzione di 2.441 giudici nel settembre 2017 e dai concorsi che sono in corso per i posti vacanti di giudici ordinari e amministratori dell’apparato giudiziario, ma constata anche che precedenti riforme, così come il ricorso a mediazioni e altre forme di accordi extra giudiziari, hanno dato risultati “modesti” o solo “timidi” progressi nell’efficienza del sistema.

Un ostacolo, secondo la commissione, e’ l’assenza di un adeguata applicazione della disciplina procedurale, nel contesto di un ampio ricorso agli avvocati”.

In altre parole, se correttamente applicata, la disciplina procedurale potrebbe ridurre il numero di cause e con l’intervento degli avvocati.

Evasione Iva

Una delle maggiori debolezze italiane e’ l’evasione dell’Iva, che nel 2015, nonostante una riduzione rispetto al 2014, riguardava il 25,8% del totale atteso delle entrate.

Il “VAT Gap” italiano è ancora, da solo, 1/4 del totale europe.

L’Italia, riconosce la Commissione, ha prese comunque delle misure positive nel 2017 e 2018, e in particolare l’allargamento a tutte le transazioni del sistema dello “split payment”.

Sostegno alle famiglie con figli

La Commissione suggerisce all’Italia di razionalizzare le sue misure di sostegno alle madri con figli piccolo: rimborsare gli asili nido e permettere loro di lavorare.

Sostituire tutti i bonus e assegni familiari attuali con un bonus unico per le madri con figli fino a tre anni e reddito inferiore ai 50.000 euro all’anno per coprire i costi degli asili nido fino a 600 euro al mese. Questa misura, da sola, secondo la Commissione porterebbe a un aumento del Pil dello 0,4% in cinque anni e un aumento dell’occupazione dello 0,5%.

Questi sono alcuni temi che l’Unione Europea rileva come salienti per l’Italia.

E l’Italia? Tace?

Oltre alla impellente necessita’ di formare un governo, non e’ il caso che nell’agenda politica italiana entrino i suggerimenti di “mamma” Europa?

Credo di si.
Ritengo opportuno che i media facessero da stimolo sia verso la classe politica che verso i cittadini italiani nel comunicare le indicazioni fornite dalla Commissione Europea al fine di instaurare un dibattito serio e costruttivo, anche per avvicinare sempre di piu’ i cittadini italiani all’Unione Europea.

Nascera’ sicuramente una discussione, anche accesa, ma alla fine dara’ una visione e percezione diversa dell’Unione Europea.

Ovvero considerare l’Unione Europa come “mamma” e non come “matrigna”.

La discussione costruttiva ritengo sia la strada principale per garantire pace, stabilita’ e prosperita’ a tutti i popoli

Riccardo Cacelli

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