Bilancio Ue: solidarieta’ riforme e paletti

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Bruxelles – Domani il commissario Guenther Oettinger illustrera’ il suo piano per il bilancio dell’Ue. Dovra’ coprire coprire il buco da dieci miliardi l’anno conseguenza della Brexit, ed altri quindici miliardi annui per le nuove priorità, come difesa comune, sicurezza, migrazione e gestione delle frontiere esterne. Finanze che potrebbero essere raccolte anche con l’introduzione di una tassa sugli imballaggi di plastica non riciclabile.Tagli ai fondi per le politiche agricole e di coesione; maggiori sforzi finanziari da parte degli Stati; nuove condizionalità che regolano i rubinetti degli aiuti: Bruxelles fissa i suoi paletti, per far quadrare il bilancio Ue 2021-2027, ed i Paesi, che nei mesi scorsi avevano già tracciato le loro linee rosse, affilano le armi in attesa del giorno della verità.

Il bilancio 2014-2020 vale circa mille miliardi di euro, l’1% del Reddito nazionale lordo Ue, ma Oettinger ha già annunciato che dovrà salire ad “almeno l’1,12%: in parte dipenderà anche se verrà incluso il Fondo per lo sviluppo dell’Africa. Un boccone difficile da far digerire ai 27 governi, in molti ostaggio di movimenti euroscettici.

L’Italia ogni anno versa circa 14 miliardi ricevendone 11,6 e nel settennato in corso, attraverso i 5 fondi strutturali l’Italia è stata il secondo Paese beneficiario in Europa, dopo la Polonia, con un pacchetto complessivo di 44,6 miliardi, oltre ai 27 miliardi in aiuti diretti della Pac.

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